Becùt marchigiane

Becùt, beut o beccute? Come si chiamo davvero i biscotti tipici delle Marche?

Non c’è una risposta corretta, poiché dipende dalla città in cui li cerchi. Nei forni e nelle pasticcerie di Pesaro, la “donna intelligente” di Calcutta, vengono preparati i “beut”.
Nella cittadina romana di Fano, tanto cara all’imperatore Augusto, queste pagnottine vengono chiamate becùt. Dal monte Conero in giù invece prendono il nome di beccute.
Secondo la leggenda ne andava ghiotto pure Giacomo Leopardi, tant’è che a Recanati sono ormai celebri quanto l’ermo colle.

Ingredienti

Metodo

Impastare la farina insieme a tutta la frutta secca, ricordandovi di aggiungere acqua e un filo d’olio.
Lavorare sull’impasto fino ad aver raggiunto un impasto compatto.
Dividere l’impasto in piccole pagnotte e preparare una teglia unta d’olio da mettere in forno.
Cuocere in forno a una temperatura inferiore ai 180 gradi finché i biscotti non avranno raggiunto la doratura desiderata.

15 min  facile  X 4

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